
Intervento di Enzo Bettinelli al Congresso comunale di Crema tenutosi Domenica 23 settembre 2007
Premessa
Intendo iniziare il mio intervento con il riferimento alla “Carta dei Valori”, che riassume le idee chiave del progetto di Forza Italia e racchiude tutti i temi più importanti del dibattito politico e culturale degli ultimi anni. In essa vengono richiamati i punti cardine del nostro pensiero:
- la libertà - intesa come il diritto di realizzare se stessi, di aspirare alla felicità e al benessere, di costruire il proprio futuro - che opera in ogni dimensione della vita umana e in tutte le sue forme (libertà di pensiero, di opinione, di culto, di associazione, di impresa). Questa idea di libertà si fonda sui diritti della persona umana cui il Cristianesimo ha dato il fondamento e il Pensiero Liberale un orizzonte politico;
- la centralità della persona nella storia e nella vita pubblica - al di sopra delle classi sociali, della razza e della natura - da cui deriva che la libertà del singolo non è concessa dallo Stato ma è un diritto naturale che ci appartiene in quanto esseri umani e che è la base sulla quale si fonda lo Stato;
- il rigetto di tutti i totalitarismi (comunismo, fascismo, fondamentalismo), che parte dal concetto che ogni democrazia liberale non può che ispirarsi al rifiuto intransigente di ogni sistema oppressivo della libertà;
- il pensiero positivo, con il ritorno della politica al suo valore di servizio per il cittadino (come una delle più nobili ed indispensabili manifestazioni della vita umana) riportando in essa la moralità del fare, che consiste nel risvegliare le energie e le virtù migliori di una nazione, mettendosi in gioco in prima persona per costruire il bene comune, aprendosi alle correnti più dinamiche dalla società civile;
- il progresso, inteso come la ricerca del giusto equilibrio tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra le legittime aspirazioni dell’uomo e l’ordinato evolversi della società e non come una semplice espansione illimitata dei bisogni individuali;
- l’economia sociale di mercato, cioè la società del libero scambio e della libera circolazione delle idee contro le ricette assistenzialiste, consapevoli che il primo motore della società sta nella libertà dell’individuo di far valere il proprio talento, di rischiare e di intraprendere senza vincoli burocratici, con una filosofia interclassista dove imprenditori e lavoratori partecipano di un unico universo culturale (liberalismo sociale);
- il rapporto uomo e natura, inteso come un ecologismo liberale, cioè la ricerca di un modello positivo di società in cui l’uomo trovi le modalità per superare positivamente le contraddizioni che il progresso stesso produce.
Forza Italia nasce come risposta alla crisi dei partiti della Prima Repubblica, come reazione a una possibile deriva illiberale del sistema politico, con l’intento di offrire una rappresentanza politica all’area dei moderati nel quadro di una nuova democrazia dell’alternanza e per formulare una proposta di governo in grado di realizzare una seconda modernizzazione italiana. La nostra concezione della democrazia si basa in primo luogo sul rapporto diretto tra corpo elettorale e premier e punta a restituire piena efficienza e centralità al Parlamento ma anche sulla semplificazione del rapporto tra Cittadino ed Amministrazione, attraverso il superamento della burocrazia esasperata che ha compresso e tuttora comprime la vita produttiva, l’iniziativa sociale e la stessa efficacia dell’azione amministrativa e di governo. E’ necessario poi promuovere il completamento del processo federale, modernizzando il sistema secondo i nuovi bisogni del nostro tempo.
Forza Italia si colloca in continuità con le tradizioni occidentali nelle quali il liberalismo è stato la culla di collaborazione politica ed etica tra laici e cattolici. L’obiettivo è quello di costruire un soggetto inedito per la storia d’Italia, unendo tre grandi aree politico-culturali: quella del cattolicesimo liberale, quella dell’umanesimo laico, liberale e repubblicano, quella del liberal-socialismo: il risultato è un partito di centro, alleato con la destra moderata e aperto alla cultura della sinistra riformista.
Attualità di Forza Italia
Nel recente seminario di Gubbio è emerso come il partito - che raccoglie il consenso della maggioranza relativa degli italiani e che, con questa stagione congressuale, ha completato il suo radicamento territoriale in migliaia di Comuni superando i 400mila iscritti – si basi su un duro lavoro politico svolto, al centro e alla periferia, dal gruppo dirigente nazionale, dai coordinatori regionali, provinciali e comunali, dai parlamentari e da un numero crescente di iscritti, molti dei quali giovani, che hanno contribuito ad allargare i consensi e a far sì che Forza Italia non fosse più solo Silvio Berlusconi ma un partito che sa assumersi responsabilità e camminare con le proprie gambe. Lo stesso discorso del Presidente a Gubbio è un riconoscimento ai meriti del partito e una sollecitazione a rimboccarsi le maniche: “ora, come nel ’94 e forse più, è il tempo del partito, il tempo cioè di dispiegare tutto il potenziale e l’esperienza maturata in questi tredici anni per convogliare nella politica la giusta e fisiologica protesta che sale dalla gente, dal Paese contro il malgoverno della sinistra. Perché il tempo del Partito? Perché vogliamo preservare e consolidare nel futuro il rinnovamento della politica che Forza Italia ha rappresentato e rappresenta. Perché vogliamo difendere i valori in cui crediamo. Perché Forza Italia … è un partito in crescita, che può contare sulla forte presenza di cattolici, di laici, di liberlsocialisti, che lancia alle nuove generazioni … l’invito, l’appello a mettere i loro talenti e le loro capacità al servizio di tutti insieme a noi in Forza Italia …”
Silvio Berlusconi ha precisato i modi e i tempi di un’operazione di portata storica, indicando chiaramente la strada che il partito deve seguire: consolidamento di Forza Italia, avvio del percorso unitario con la fusione graduale dei gruppi parlamentari, realizzazione di una federazione come tappa intermedia rispetto all’apertura di una vera e propria fase costituente del grande partito della libertà da federare successivamente con la Lega Nord.
Forza Italia è viva e vitale, è un partito presidenziale ma sta crescendo nei suoi iscritti il bisogno di spazi sempre più ampi di democrazia interna. Il partito non è in contrasto con i Circoli della Libertà che – sempre seguendo il Presidente - “stanno fiorendo in tutto il Paese. Ai Circoli abbiamo affidato il compito di diffondere la conoscenza delle nostre idee e dei nostri programmi e attraverso di loro miriamo ad aggregare e coinvolgere coloro che sono delusi dal governo della sinistra, che vogliono reagire, che vogliono protestare ma che non sono ancora pronti ad impegnarsi direttamente all’interno dei partiti…” .
C’è un’altra Italia, diversa da quella che scende in piazza per ascoltare l’invettiva arrabbiata di Beppe Grillo contro i partiti e contro la democrazia rappresentativa, che merita di essere ascoltata e interpretata. E’ quasi un’Italia del silenzio, che trova poco spazio sui media e non fa notizia nella sua quotidianità; l’Italia del sacrificio e del realismo, l’Italia di cui ha parlato monsignor Angelo Bagnasco – presidente dei Vescovi italiani - che resiste alla disgregazione dell’unità della persona, allo smarrimento del significato del vivere, alla perdita del senso di appartenenza ad una storia, ad una comunità, a dei valori. La risposta a questa Italia non può venire – come illusoriamente vorrebbe far credere il novello grillo parlante – soltanto dalla buona organizzazione dello Stato e delle istituzioni (cose peraltro importanti e necessarie!) ma da quell’insieme di ideali spirituali, alti e nobili che riguardano il senso stesso dell’esistere e che permettono di costruire il bene comune. Noi siamo certi che la gente di cui parla monsignor Bagnasco, quella che “nel silenzio dignitoso e in spirito di sacrificio vive i propri doveri, vive la realtà della famiglia“ non si farà incantare dalle sirene di chi pensa che basti annullare l’esistente e cancellare la Politica per risolvere i problemi del Paese.
Questa è la direzione in cui muoversi e lavorare nei prossimi mesi, anche a livello locale!
La città di Crema
Nel maggio scorso, la nostra città ha effettuato un importante cambio di direzione: dopo dieci anni passati con un Amministrazione di centro-sinistra, i cremaschi hanno deciso di voltare pagina. Il primo passo verso il cambiamento è stato fatto: Crema ha una nuova Amministrazione di Centro-Destra. E’ risultato premiante il pragmatismo del programma del neo sindaco Bruno Bruttomesso e della coalizione che lo sostiene ed è stato messo definitivamente nel cassetto un periodo che sarà ricordato più per le ombre che per le luci.
Il lavoro della nuova Amministrazione deve partire da qui, dai problemi irrisolti lasciati sul tappeto dal Centro-Sinistra ma anche dal modo con cui affrontarli, in stretto rapporto alle esigenze dei cittadini, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà inteso come attribuzione di un preciso ruolo alla autorità pubblica: essa non deve ostacolare la persona nel libero perseguimento delle proprie aspirazioni e finalità, sia come singolo, sia in quanto associato ad altri uomini ma deve sostenerla; deve garantire le condizioni affinché l’esercizio autonomo delle attività da parte della società non resti una mera affermazione di principio, promuovendo a tal fine l’azione dei singoli e delle formazioni sociali, attraverso l’adozione di norme e provvedimenti mirati al loro sostegno giuridico ed economico.
Il punto di partenza non può che essere il riferimento attivo al programma elettorale – cui Forza Italia ha contribuito in modo sostanziale – e ai suoi punti cardine:
- la centralità della persona e della famiglia, come punto di riferimento di una politica tesa alla valorizzazione della singola esperienza umana
- il primato della società civile, come culla naturale in cui riconoscere, crescere e formare l’identità comune della città
- la solidarietà, come promozione di una vera fraternità fra le persone attraverso l’esperienza del volontariato, del terzo settore, dell’associazionismo
- la modernizzazione, come visione di una città in grado di essere competitiva efficacemente nei servizi grazie ad una forte sinergia pubblico-privato
- la sussidiarietà, come formula di governo della città che renda esplicita ed efficace la possibilità dei cittadini cremaschi di integrare e sostituire, ove possibile e auspicabile, l’azione dello Stato.
E’ facile ritrovare in questi capisaldi – e non poteva essere altrimenti - quegli ideali già in precedenza ripresi dalla Carta dei Valori di Forza Italia. Il nostro impegno, come partito, sarà quello di affermare – insieme ai nostri alleati - questi principii facendo della nostra città un simbolo dell’Italia che continua a credere nel lavoro, nello studio, nella famiglia, una città più bella, che valorizza i capaci e i meritevoli ma che sta a fianco di chi ha bisogno. Il nostro impegno sarà quello di fare di Crema una città che, sulla base dei valori di sempre, crei un futuro di vivibilità, di efficienza e di sicurezza: una città non solo per lavorare ma vivibile per tutti, una città che accolga le diverse età della vita ed aperta alle culture e al cambiamento, una città che funzioni, che offra un’opportunità a tutti e che sappia attrarre e riconoscere nuove idee e nuova creatività.
Il partito ed i suoi uomini dovranno farsi carico di una fattiva collaborazione con i nostri Assessori e Consiglieri Comunali in tutti i settori dell’azione amministrativa:
- nella definizione delle strategie di sviluppo della città
- nella gestione del territorio, dei lavori pubblici e dell’ambiente
- nelle politiche socio-culturali (cultura e formazione; servizi alla persona e sicurezza)
in modo che il governo della città avvenga in modo partecipato, con la più ampia collaborazione di quella società civile fatta di professionisti, imprenditori, lavoratori, studenti che conosce i problemi della città e può dare utili suggerimenti per la loro soluzione.
Dovrà essere inoltre ricercata – come peraltro già in atto – e potenziata una collaborazione costante con le altre forze politiche che compongono la maggioranza e la Giunta Amministrativa, per dar forza e concretezza al programma elettorale predisposto che deve fare da punto di riferimento e non rimanere un libro dei sogni, impolverato, in un cassetto.
Forza Italia a Crema
I nuovi orizzonti che si aprono per il nostro partito a livello locale non devono far dimenticare chi in questi anni ha lavorato per portare Forza Italia all’attuale livello di consensi ma anche per costruire una struttura organizzativa seria e capace. Mi riferisco in particolare all’Assessore Regionale Gianni Rossoni, che ha sempre posto la massima attenzione verso il movimento azzurro cremasco e ha sostenuto con entusiasmo la sua crescita politica; al Coordinatore uscente Enrico Aglio e al Responsabile per gli Enti Locali Simone Beretta - che in questi anni di “opposizione” non si sono lasciati scoraggiare dalle difficoltà ma hanno saputo gettare le basi per la vittoria del maggio scorso – ma anche a tutti i collaboratori (tanti davvero, nessuno escluso) che a vari livelli si sono impegnati nell’organizzazione del partito e della campagna elettorale.
Oggi si deve proseguire su questa strada con un ulteriore salto di qualità. Sono convinto che sia necessario migliorare la collegialità politica, il radicamento territoriale, la democrazia ed il confronto con gli iscritti, con gli eletti e con gli elettori. L’obiettivo è quello di un partito che prenda vita dall’attuale struttura per non ripetere gli sbagli del passato, che guardi alla passione della politica per costruire, che dia spazio al popolo delle libertà, quello che si professa civilmente occidentale, liberale e che reputa la persona la prima realtà da salvaguardare. Che oggi ha voce per parlare e coscienza per agire. Niente più partito solo carismatico ma fatto della concretezza di chi ci crede davvero, costruito sulla nostra responsabilità di essere cittadini che vogliono una città nuova: senza alcun intento polemico, ma come invito sincero, chi fino a ieri ha avuto il fiato per criticare, oggi abbia il coraggio di lavorare.
A Crema è necessario capitalizzare il risultato elettorale alle recenti elezioni amministrative individuando una strategia di consolidamento della nostra forza politica per poi provare a crescere in modo ancora più organico. La percentuale di consensi ottenuti non può essere considerata un insieme fisso e immutabile, perché si rischierebbe di paralizzare, nel futuro immediato, ogni ipotesi di sviluppo ulteriore. In primo luogo, è auspicabile una riforma strutturale dell’assetto di Forza Italia e il primo passo in tale direzione consiste nella progressiva accentuazione del principio di democrazia interna: un partito è sempre legato ad un territorio concreto, con una storia e caratteristiche specifiche che lo determinano e differenziano. Stabilire un profondo legame con il territorio vuol dire prima di tutto responsabilizzare tesserati e simpatizzanti per costruire una realtà politica ramificata e operativa nell’ambito degli enti locali. Troppo spesso i nostri rappresentanti nelle istituzioni e negli enti pubblici – per quanto validi e animati da ottime intenzioni – si sono trovati spaesati e de-contestualizzati rispetto alla realtà territoriale! Ecco quindi la necessità di proseguire il cammino già iniziato istituendo nuove commissioni interne da affiancare a quelle già esistenti e funzionanti (Territorio e Cultura) per coprire tutti i settori del governo della città e del territorio (ad esempio Lavori Pubblici e Imprese Municipalizzate), così da utilizzare al meglio la professionalità dei nostri iscritti a vantaggio dei nostri amministratori. Ma il coordinamento di Crema, città capo comprensorio, non può limitarsi a guardare solo all’interno del Comune; è necessario mettere a disposizione le nostre strutture e la nostra esperienza anche per chi opera nei paesi del circondario, così da istituire una sorta di ufficio di consulenza sui temi amministrativi e di collegamento con gli enti superiori (Provincia, Regione, Parlamento). Per far questo sarà necessario avvalersi delle nuove tecnologie informatiche per costituire, ad esempio, una rete in tempo reale anche con le piccole realtà.
Perché il rinnovamento possa considerarsi completo, sarà poi necessario puntare decisamente sui giovani iscritti perché diventino testimoni, dentro il partito e nella società italiana, dei valori di libertà che il nostro movimento esprime. Si dovrà far leva sulla loro voglia e fame di politica, sulla responsabilità che avvertono di un impegno concreto per coniugare nell’attività amministrativa quella novità politica e culturale che è Forza Italia, sulla loro voglia di uscire dagli schemi della vecchia politica (che significa poi uscire da un modo di fare politica che non tiene conto dei cambiamenti avvenuti dalla fine delle ideologie ad oggi). Quindi non solo, per loro, il compito di essere la coscienza critica del partito, ma l’avanguardia che sperimenta in prima persona cosa significhi vivere nel nostro tempo, vivere i problemi della ricerca del lavoro, dei rapporti sociali, della costruzione e della difesa del proprio futuro, per diventare la classe dirigente del futuro.
Noi tutti dobbiamo sentirci impegnati a dare continuità a queste idee per far crescere un grande partito popolare, occidentale, liberale, cristiano e laico, per rendere più forte e più grande Forza Italia, la forza della modernità, la forza della ragione, la forza del buon senso, la forza della libertà.
Arch. Enzo Bettinelli
Coordinatore Comunale di Forza Italia Crema